Lamiere

La luce non distingue, colpisce e penetra gli angoli più remoti, le superfici di gloriosa memoria e le più infime realtà. Trova sempre un pertugio, una frattura, nei quali insinuarsi.
Le frapponiamo ostacoli per molcerla quando è troppo violenta, allora la chiamiamo ombra ma sempre di luce si tratta.
La luce è democratica, è generosa. Interagisce senza chiedere chi sei, si dona e improvvisa discorsi, danze, perfino suoni, crepitii, e allora è pericolosa, può diventare fuoco.
Della luce cerchiamo di privare chi ha commesso colpe. Celle nella penombra, isolamenti nel buio.
Il buio per i greci era la condizione più grave, i rei si riducevano alla cecità.
La luce scrive, fotografa, può trasformare il banale, il quotidiano, in maniera imprevedibile, ti offre la possibilità di guardare e stupirti di quel che c'è, vicino, vicino a te.
Dedicato a ciò che non serve più.











